(articolo di Silvia Cinti)
Un treno, un viaggio, una destinazione..
Chiunque salga su un treno, che sia reale o immaginario, con destinazione conosciuta o ignota porta con se quel sentimento di curiosità, come un qualcosa che ti prende e non ti molla più, sto parlando di adrenalina a mille, voglia di scoprire, di comunicare, di viaggiare insieme. Allora sempre in quel treno ti ritrovi immerso in un tuo piccolo mondo che se guardi bene fa parte di un più grosso globo, che condividi con più persone. “Comunicare” è la parola chiave di questo viaggio. Ma cosa più importante sarai tu protagonista, tu che stai leggendo questo articolo ignaro del contenuto che nasconde, tu che sei appisolato su una polverosa poltrona a leggere il solito giornale di musica, tu che ascolti nel tuo sudato mp3 la tua canzone preferita che sai ormai a memoria... Svegliati! il treno ti aspetta e tu lo sai, è ora di cambiamento, è ora di dare al mondo qualcosa di nuovo è ora che chi si trova dall’altra parte dello schermo diventi protagonista vero e proprio, portatore di un messaggio di cui mai nessuno prima conosceva l’esistenza. La premessa è - come spiegare a un bambino di prima elementare come funziona il suo giocattolo nuovo appena regalato – tranquilli ora vi spiego tutto nei minimi particolari. Il treno è pronto al binario devi solo avere coraggio e salirci sopra. Questo innovazione di cui ora vi parlerò è un progetto nuovo, dinamico, straordinario che se non lo è già diventato, lo sarà molto presto. Quando si viaggia di solito si ha bisogno di tre cose fondamentali: un mezzo, un compagno di viaggio e una bella musica di sottofondo. Il progetto Gerolandia Express di cui condivido la novità assoluta e il grande potenziale risponde a questi tre requisiti necessari a mio modesto parere. Il nome Gerolandia Express, voluto trick linguistico con il nome del suo creatore Gerolamo Sacco, mi ha subito incuriosito e, dopo il primo ascolto, non solo ho scoperto che si tratta già di un cult internazionale ideato da un italiano ma che soprattutto cela un concept ben più ampio di quanto appaia superficialmente. Gerolandia Express non è solo il treno che ci condurrà in un’ esperienza fantastica, ma  è molto di più, è un  iniziativa intelligente dove più persone possono viaggiare insieme raccontando e raccontandosi. L’ormai famoso treno è guidato da Gerolamo Sacco, personaggio reale dalle mille risorse, e la voce di servizio che si sente in sottofondo tra una canzone e l’altra  è di Mantis le Sin collaboratore del progetto. Il podcast homemade è interattivo e fruibile in qualunque momento da qualunque persona abbia curiosità nell’ascoltarlo, nell’immedesimarsi, nel voler salire anche solo per una fermata su quel treno. Su mixcloud.com, dove è stata lanciata la prima puntata, è segnalata la mail dove  gli utenti possono mandare i loro samples vocali che verranno poi inseriti nel flusso musicale. L’aspetto che contraddistingue questo progetto da altri è la partecipazione attiva degli utenti: sono già decine e decine le fan che hanno inviato dei samples vocali da tutto il mondo e in tante lingue a Gerolamo Sacco, cocchiere reale del treno. Le insolite collaboratrici si sono immedesimate ora in controllori, ora in passeggeri estasiati, raccontando le meraviglie ammirate dal finestrino. Queste voci accompagnano di fatto il flusso  musicale grazie al mixaggio di Gerolamo Sacco che mescola brani totalmente originali, a questi contenuti dei fan, con un pizzico di ironia.
Le "comunicazioni di servizio" del treno e la voce off dello speaker Mantis le Sin sono elementi assolutamente inscindibili dai contenuti musicali. Un totale coinvolgimento, senza attimi di respiro. La visita musicale del treno prevede tre tappe: la "carrozza notturna", la no sleeping coach, dove viene annunciato il brano classic rock, la “carrozza ristorante” e infine Track of the week. Quest’ultima tappa è il momento finale del programma ed elegge settimanalmente una canzone di chiusura. La musica è sempre protagonista. In qualunque istante, un pezzo sta suonando o se è appena finito ricomincerà e ci farà ballare e divertirci insieme. Proprio il flusso continuo del programma ricalca una strada già percorsa nel brodcasting della musica dance, ma in questo caso l'assenza di pause è funzionale al progetto. La musica impiegata spazia in una gamma di più genere disparati si passa dall’electro twist alla dance dal electro pop alla pura elettronica. Insomma le novità e gli stimoli che offre sono molti, occorre solamente munirsi di valigia e biglietto e salire a bordo. Ah si scusate non vi ho ancora detto dove è diretto il nostro oramai famoso treno: la destinazione è Gerolandia, una terra sconosciuta, ove nessuno prima aveva osato andarci. Il treno è partito non resta altro che seguire il suo corso che speriamo sia evocativo e che porti gioia a chi partecipa di sua spontanea volontà  perché alla fine conta questo partecipare. Non siate timidi Gerolandia Express ha bisogno di voi, della vostra voce. Il treno Gerolandia Express può essere paragonato ad  giostra come quella di un parco giochi su cui salire e divertirsi, un meraviglioso mondo fatto di voci, suoni e colori, metafora cardine di quel giocattolo - di cui si parlava all’inizio - regalato al bambino della prima elementare che non vede l’ora di utilizzare per la prima volta, un giocattolo che funziona già bene ma che con un aiuto in più diventa speciale.
Volendo entrare davvero nel vivo del progetto, sono andata ad incontrare personalmente Gerolamo Sacco per realizzare la seguente intervista inedita.
 
Il pubblico italiano e straniero ha avuto un riscontro positivo guardando il primo capitolo (online dal 18 marzo 2011 ndr) del podcast “Gerolandia Express”! Cosa ne pensi?
Non so se ogni puntata avrà questo tipo di visibilità ma ti dico la verità: per me è già un successo fare un programma del genere, davvero.
Ti senti soddisfatto a 360° o c’è qualcosa che cambieresti ?
No, non c’è nulla che cambierei. Ma ho fame di voci nuove, sta diventando una droga (ride)
Una novità del programma è proprio la partecipazione attiva degli utenti; spiegaci come funziona questa tua iniziativa di lanciare nel programma voci di ragazze anche che non conosci, e di inserirle nello show.
Questa è una piccola rivoluzione! Appena ho lanciato l’idea dal mio sito mi sono trovato subito la casella mail piena di registrazioni di voci in lingue anche totalmente incomprensibili ! Mi sono quasi commosso.
Ci sono requisiti necessari per partecipare ad esempio ogni vocalità può andar bene?
Requisiti particolari no, certo che migliore è la qualità della registrazione più la voce “esce fuori” nella pasta sonora del programma, quindi un sample fatto bene magari ricorre più volte di uno che ha problemi tecnici. Sto facendo il possibile per fare sentire decentemente ogni registrazione. Ad esempio una ragazza aveva lasciato la tivù accesa mentre registrava i suoi samples, quelli sono stati i più difficili da trattare!
Quando stavi realizzando “Gerolandia Express” avevi già chiaro il target di pubblico a cui ti saresti indirizzato durante tutto il progetto?
Ho un target prevalentemente femminile, ma il programma non ne risente. Anzi, un uomo, proprio perché il programma è pieno di voci di donne, potrebbe divertirsi di più!
Nel programma ho sentito veramente qualsiasi lingua, dal francese al giapponese. Tra l’altro io parlo spagnolo e ho notato una cadenza messicana e argentina. Ma le italiane?
Mi piacerebbe tanto che partecipassero anche ragazze italiane! Ho provato a darmi una spiegazione: secondo me in Italia gli uomini tendono a “guidare” i gusti delle ragazze che frequentano, cosa totalmente assente nel Nord (Scandinavia, Regno Unito) e nell’Est Europa (Russia compresa), ma anche negli Stati Uniti e in Asia. La cosa interessante infatti è che sto incominciando adesso a ricevere samples dall’Italia, ma sono tutti di uomini !
Però il programma è in inglese. La scelta della lingua inglese rispetto alla lingua italiana, da cosa si origina? E, se non avessi optato per inglese c’è un’ altra lingua che avresti impiegato come colonna portante del programma?
Volevo farlo in Italiano, per me è la lingua più bella del mondo, ma in Italia non sono conosciuto come all’estero, sia a livello di feedback sia di vendite dei brani: partendo da un pubblico internazionale non ho avuto scelta.
Seguendo il programma ho appurato che per trasmettere al pubblico il significato delle tua creazione, la voce è un elemento essenziale; La voce come punto di arrivo. Plasmabile e immediato strumento della nostra e altrui presenza nel mondo. Ti rispecchi in questo concetto?
Si! Hai espresso il concetto in modo meraviglioso ! Non debbo aggiungere altro. La voce è parte di noi, del nostro essere ed esistere. A proposito io sono convinto che, per esempio, imparare a cantare faccia bene a prescindere dall’essere un musicista o meno.
Lo proporresti mai ad una radio tradizionale italiana o internazionale?
Abbiamo cominciato a contattare le radio. Prima le italiane, poi si va all’estero. Sarebbe bello che mi dessero spazio gli italiani per primi, se non altro perché sono nato a Bologna!
Domanda di rito quanto tempo hai impiegato per realizzare l’intero progetto?
Lo avevo ideato sei anni fa e proposto con una web radio, ma non potevo suonare pezzi miei per via di un contratto artistico esclusivo con una label italiana e non avevo abbastanza pubblico perché qualcuno si mettesse a spedirmi registrazioni vocali. Però mi è servito ad imparare come fare e quando ho visto che il momento era maturo non ho aspettato un secondo. Diciamo che il programma richiede di base il tempo necessario al missaggio, che è il tempo di durata di una puntata, poco meno di un ora, e qualche ora al montaggio delle voci, che non richiede molto tempo. Tuttavia suonando esclusivamente produzioni mie non posso quantificare le ore di impegno! Se non potessi dedicare alla musica tutta la mia giornata lavorativa una cosa del genere sarebbe totalmente infattibile.
Infatti una caratteristica del podcast è proprio l’utilizzo da  parte del dj - cioè tu - di utilizzare le proprie canzoni come base dello show. Non hai mai sentito l’esigenza di aggiungere pezzi di altri musicisti che potessero “suonare” bene accanto alle tue creazioni?
Ascolto tanta musica, non avrei avuto certo dubbio a scegliere dei bei brani, e forse mi avrebbe risparmiato tanto, tantissimo tempo! Ma troverei un po’ arrogante fare un programma con musica di altri che si chiama Gerolandia Express. Lo sai, Gerolandia deve fare solo Geromusica: non sarebbe un po’ troppo facile altrimenti? Come se Pippo Baudo facesse un Pippo Baudo Show presentato però da Celentano, Checco Zalone, Raffaella Carrà e Fabio Volo. Però nella no-sleeping car (tradotto è il “no-vagone letto”) metto un classico del rock. Riflette bene la vera natura del Gerolandia Express!
E’ stato impegnativo scegliere le canzoni da inserire nello show? Come è avvenuta questa selezione?
Ho talmente tante canzoni inedite che per me presentare musica mia è una vera e propria esigenza: con un podcast/programma radio ho modo di far ascoltare tutte le cose che ho fatto senza dover per forza pubblicare un album al mese! La selezione è casuale, una scelta istintiva.
Parliamo del tuo personaggio e dell' "abuso" che ne fai:  Gerolamo Sacco, che guida il Gerolandia Express, diretto a “Gerolandia”. Dj del programma, cocchiere del treno, i brani sono tutti scritti o prodotti da te o dalla tua etichetta, e decine di ragazze che stanno al gioco lasciandosi andare a slogan non certo timidi. Sono tutti aspetti che possono far pensare a un atteggiamento prettamente egocentrico!
(ride) Sì! L’abusare del “mio” nel programma Gerolandia Express è…un atto di generosità! Musicalmente e artisticamente mi metto in gioco senza imitare nessuno, la trovo una questione di correttezza. E’ vero che a presentare se stessi senza filtri si rinuncia in partenza a quel pubblico che forse per insicurezza ha bisogno di sposare  categorie ben più generiche di una persona, nome e cognome, ma non so se è un tipo di pubblico che mi interessa. Come non do fregature, non ne voglio ricevere! La gente che mi segue è eccezionale, sono io il loro primo fan!
Sono veramente pochi i musicisti emergenti che si giocano artisticamente su di essi, sulla propria faccia, in essi prevale la timidezza e un pensiero fisso in testa “essere giudicati”… Cosa ne pensi?     
Forse, se copiassi spudoratamente qualche scena o qualche genere musicale, probabilmente lo farei anche nel nome e nella faccia, ma non è certo il mio caso. Trovo alcune proposte artistiche talmente banali da rasentare la patologia, migliaia di “dj-super-pix”  che fanno della dance tutta uguale, migliaia di “rebellion-in-hell” che fanno tutti lo stesso rock metallo duro...che palle ! Sono anche simili nel viso quelli che fanno un certo genere di musica, si assomigliano proprio fisicamente ! Trovo che ci sia una grande, grandissima differenza tra “emergente” nel senso che si sta facendo conoscere da “emergente” la categoria, quelli di cui probabilmente parli tu. Alcuni sono “emergenti” di status, fanno la roba che fanno tutti gli altri magari da quarant’anni e ossessionano le persone a farsi seguire indipendentemente dai contenuti che propongono: ci credo che hanno paura di essere giudicati!
Qual è il genere musicale a cui ti senti più vicino?
Non saprei dire. Ho avuto un periodo rock da subito grazie a mio babbo, poi a metà anni Novanta ho trovato quell’energia nella dance e nell’elettronica. Ho anche fatto il produttore per altri e quando ho studiato composizione ho ascoltato per tre anni solo musica classica. Ora come ora è un periodo in cui mi diverto ad ascoltare la musica italiana e internazionale che gira in radio e in televisione, è più interessante di quel che si pensa comunemente!
Come mai le tue produzioni pur avendo caratteristiche inconfondibili sono tutte di generi musicali così diversi?
Io ho sempre frequentato mondi che non c’entravano nulla tra loro. Se ti dico che ho iniziato come Dj prima di incominciare a scrivere canzoni, che ho studiato composizione classica in conservatorio e prodotto gruppi mentre faccio anche parte di un gruppo rock. Forse pensi che sia matto, ma non ce la faccio davvero a rinchiudermi in una strada sola, e questo nel programma si sente!
L’electro twist di cui parlano in rete i tuoi fan è una new entry nel mondo musicale. Di cosa si tratta?
L’electrotwist! Nel ‘96/’97 ho avuto una brevissima luna di miele con aphrodyte, roni size, la drum&bass in generale, poi ha incominciato ad annoiarmi: così qualche tempo fa ho incominciato a proporre quelle ritmiche spezzate che mi piacciono tutt’ora insieme a mille influenze musicali che mi ispirano: le  melodie italiane, i suoni della new wave, gli arpeggi della trance music… Nel nome electro-twist poi ci vedo tutta l’unione tra il ballabile e l’energia del rock’n’roll, come negli anni Cinquanta!
Puoi spiegare a me e ai lettori com’è nato questo termine?
Un ragazzo un giorno dopo aver ascoltato una di queste produzioni scrisse che gli sembrava “un twist del futuro” e da lì è nato il nome.
Da cosa parte in genere, qual è lo spunto, l’intuizione da cui prende avvio il tuo lavoro di composizione in ambito musicale?
Mi vengono dalla testa i brani interi, sia nelle melodie che nelle sonorità, poi cerco con i mezzi che ho, qualsiasi mezzi di riprodurre quello che ho in mente. Cerco di sfruttare al massimo tutto quello che ho a disposizione, hardware e software. Se vivessi in un isola deserta farei musica con dei legnetti, nell’Italia del 2011 posso permettermi della buona tecnologia!
Una domanda più generale, secondo te dove si sta orientando, o vorresti che si orientasse la nuova musica?
Trovo che il meccanismo cinematografico funzioni molto meglio di quello musicale, perché nel cinema esistono molti aspetti che nella musica mancano. Primo aspetto: nel cinema tutti con un minimo di informazione possono sapere se il film X è bello, brutto eccetera, mentre in musica una persona che ascolta per la prima volta un brano si basa su meccanismi sociali, la promozione di quel medesimo pezzo spesso non ha nulla a che fare con la qualità del prodotto e la gente sceglie sulla base di pregiudizi basati sulle categorie sociali. Secondo aspetto: la verità è che siamo degli analfabeti in ambito musicale nonostante questo la gente consuma giorno e notte senza chiedersi perché? Se vai a al cinema a vedere un cine-panettone o un cult sai cosa ti aspetta perché la critica se fatta con criterio ti ha già informato di cosa stai per nutrirti. Terzo aspetto: c’è più libertà artistica, o meglio, la libertà artistica è già accettata dal pubblico: nel cinema è normale che un regista faccia un film di fantascienza e poi un drammatico, e poi ancora una commedia. In musica questo accade raramente.
Immaginando il successo di “Gerolandia Express” se ti dovessero chiedere cosi di getto se fare un film e/o un libro tratto dal programma tu come reagiresti? E, se ci fosse davvero la possibilità di realizzarlo in un non lontano futuro come pensi si possa realizzare in carta stampata o in pellicola il progetto?
Voglio assolutamente Nathalie Portman! Diretto da Cameron!
Come ben sai il pubblico è sovrano quanto peso dai a questa reale verità? In particolare, comè il tuo rapporto con gli ascoltatori?
Penso che il pubblico sia sovrano sì ! C’è una linea di pensiero che non condivido che vede il pubblico come una massa di pecore incapaci di scegliere, invece è esattamente il contrario. E’ lo stesso che succede in Tv: stanno sempre a dire che la gente è stupida perché guarda il Grande Fratello, ma poi quando Benigni appare per cinque minuti si prende tutto lo share. Il pubblico è molto intelligente, del resto bisogna considerare che se una persona si sveglia alle 6 del mattino e torna a casa alle 8, guarda quel che c’è per rilassarsi, e se quella sera danno roba brutta non è certo colpa sua.
Se il programma avesse uno slogan quale sarebbe?
Nel programma ho fatto fare a Mantis Le Sin, che è la voce guida del treno, lo slogan “Gerolandia Express, the train is gonna wreck your brain”. E’ uno slogan aggressivo, ma noi siamo aggressivi! Lo sai.

 

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