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Free Sound Magazine 2011
“A STORY HAS NO BEGINNING OR END” è il secondo disco dei DAISY CHAINS
DAISY CHAINS
IL 5 APRILE è uscito
“A STORY HAS NO BEGINNING OR END”
“A STORY HAS NO BEGINNING OR END” è il secondo disco dei DAISY CHAINS, indie-rock band di origine bergamasco-lecchese che si è fatta già apprezzare da critica e pubblico grazie al primo disco “MONSTERS & PILLS” (autoprodotto) e a numerose date live soprattutto nel Nord Italia. “A STORY HAS NO BEGINNING OR END”,il cui titolo è tratto dal libro di Graham Greene “The end of the affair”, è uno dei primi prodotti dell’etichetta ROCKET MAN RECORDS e sarà distribuito dalla SELF a partire dal 5 aprile sia in forma fisica che sui principal store digitali. Questa la tracklist di “A STORY HAS NO BEGINNING OR END”: ARROGANCE- THE END OF THE AFFAIR- ONE FOR ME- SO FAST- DON JUAN AUX ENFERS- MUCH BETTER-HAPPY INSTEAD- THE TIME THAT WE 'RE WASTING- SHE'S GOING- VISIONS OF MADNESS.E questo è quanto i
DAISY CHAINS
hanno da dire in merito al loro secondo lavoro: “
Il disco nasce e si sviluppa completamente nel primo anno successivo alla release di monsters&pills e risente fortemente di una coesione sempre maggiore tra i vari componenti, i componimenti sono un lavoro corale ed ispirato. I riferimenti sono al mondo indipendente di matrice anglosassone pur mantenendo una propria indipendenza e un proprio gusto frutto del lavoro di 4 teste molto differenti tra di loro. I testi sono più maturi pur rimanendo al limite del nonsense, l'attenzione è rivolta all'associazione musica-parole. I suoni sono più ricercati, grazie al lavoro svolto in sala d'incisione con il produttore artistico. Ci siamo impegnati al massimo per realizzare un prodotto che avesse una sua unità, una sua coerenza e che rispettasse la nostra urgenza di suonare.”
Saper suonare la chitarra, essere fan di Clash e Velvet Underground e abitare dispersi tra paesotti ad alta densità industriale nel nord dellInghilterra di solito aiuta. Se poi ci si infila un giubbotto di pelle e un paio di All Star in genere è fatta. I Daisy Chains abitano dispersi tra Bergamo e Lecco, dal vivo suonano una delle versioni più convincenti di Police on my back mai sentite da queste parti e di sicuro i Velvet Underground li conoscono molto, molto bene. Probabile che abbiano anche un giubbotto di pelle e un paio di All Star da qualche parte, nellarmadio, ma alla fine chissenefrega. A costo di sembrare fuori moda, i Daisy Chains fanno la rock band, perché sono una rock band. Non riuscirebbero a fingere di essere altro neanche se volessero. Ci potete sentire la ruvidezza primitiva dei Modern Lovers o la schizofrenia di Lou Reed, oppure semplicemente divertirvi, fregandovene bellamente di dove abbiate già sentito questo o quel passaggio, gustandovi uno dei pochi dischi rimasti in circolazione dove undici pezzi da non più di tre minuti luno arrivano dritti uno via laltro, senza trucchi, senza inganni, come usavano fare i gruppi che arrivavano con le pezze al culo al CBGBs. Se volete un consiglio andateli a scovare dal vivo che, anche se sono fotogenici, di persona sono meglio.
www.daisychains.net-www.myspace.com/daisychainsband
ARROGANCE - LIVE